La farsa delle video-riprese del Consiglio Comunale di Garbagnate Milanese

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riceviamo e pubblichiamo:

Della seduta del Consiglio Comunale del 18 Dicembre, nella quale si sarebbe dovuto approvare il regolamento per le videoriprese, e dei successivi interventi di rappresentati delle varie forze politiche e non riportati sulle varie testate giornalistiche non resta che l’amaro in bocca.

divieto_videocameraCome noto, la questione è in ballo dal giugno 2012, quando protocollammo la richiesta per riprese video del Consiglio Comunale da parte dei Cittadini. A questa sono seguite, in maniera molto diluita, varie sedute della Commissione Statuti e Regolamenti che hanno portato ad una soluzione condivisa quasi un anno e mezzo dopo (ottobre 2013).

Durante tutto l’iter l’Amministrazione Comunale, benché sollecitata, non si è mai resa disponibile a farsi carico della produzione della diretta su sito istituzionale adducendo non ben dettagliati “motivi di bilancio” sebbene nessun preventivo sia mai stato sottoposto ai membri della Commissione e il nostro preventivo, molto economico, non sia stato preso in considerazione. In quella sera d’ottobre quindi la Commissione approvò a maggioranza lo stesso regolamento proposto dal Presidente del Consiglio che è andato all’ordine del giorno in consiglio.

L’epilogo purtroppo è quello noto a tutti, ma i retroscena sono da non perdere: 2 ore di discussione, giri di consultazioni per aggiungere commi a tutela dei dipendenti comunali e di limitazione alla diffusione delle immagini, riunioni capigruppo, sospensione per riunione del gruppo consiliare PD con tanto di urla annesse udibili dalla sala e complessivo imbarazzo bipartisan da parte di molti consiglieri; a chiusura della discussione ecco l’intervento salomonico del Sindaco che, vista la bagarre, propone le riprese fatte dal Comune, ovvero ciò che la Commissione Statuti e Regolamenti, su proposta del consigliere Moro, richiese all’Amministrazione nel lontano ottobre 2012.

Da qui il gran finale: il Regolamento sistemato “al volo” viene sconfessato da maggioranza consiliare e si ricorre a un’ulteriore riunione dei capigruppo: dopo il rilancio del Sindaco infatti molte forze politiche ritengono il Regolamento superfluo e il Presidente, suo proponente iniziale, ne è spiazzato.

Tornati in aula avviene la magica sparizione della votazione del Regolamento ma si passa alla proposta, fortemente voluta dal nostro capogruppo, di mettere immediatamente in votazione almeno un ordine del giorno in cui il Consiglio Comunale impegna il Sindaco all’attuazione di questo punto entro tempi certi, ovvero entro la fine di febbraio.

L’amaro in bocca non è tanto nel nuovo rinvio, nella mancanza di coerenza da parte di una maggioranza che prima propone un regolamento da lei redatto e votato unanime in commissione, prima della discussione in aula chiede di aggiungere delle parti e poi riesce comunque a sfaldarsi al momento della discussione attraverso l’ostracismo di un consigliere che pur di non far passare il regolamento minaccia di fare interventi con le spalle girate alla telecamera, ma per quello che in realtà è emerso dal dibattito.

All’interno del Consiglio Comunale ci sono tanti membri che hanno più a cuore la propria persona che il bene di Garbagnate: la ripresa video, soprattutto se fatta gratuitamente da un libero cittadino (che ricordiamo ha tutto il diritto di farlo, come da pronunciamento del Garante della Privacy dell’11 marzo 2002 che stabilisce la liceità di riprendere le sedute dei consigli comunali), viene vista come potenzialmente dannosa all’immagine del Consigliere, come arma che può sfruttare un cittadino in malafede per modificare il senso degli interventi dei vari consiglieri, e non come uno strumento in più che aiuti la cittadinanza ad avvicinarsi alla politica, come inteso in tantissimi comuni d’Italia (anche limitrofi) che l’adottano da tempo.

C’è chi ha criticato la lunghezza del dibattito su argomenti poco importanti se rapportati ad altri di ben più alto spessore e su questo non possiamo che concordare, ma la quantità di tempo speso per un dibattito è direttamente proporzionale all’interesse che i consiglieri stessi hanno rispetto a questo argomento. Alcuni consiglieri hanno dimostrato come la paura che la Politica ha del Cittadino è ben radicata anche nella nostra realtà, preferendo mandare a monte un lavoro di un anno e mezzo e utilizzare risorse comunali per accentrare le riprese piuttosto che normare, ovvero rendere possibile secondo regole condivise, un diritto del cittadino.

Se n’è parlato troppo e troppo a lungo anche perché in quella stessa seduta c’erano punti molto più importanti da discutere come il Bilancio Partecipato e la mozione Conai-Anci, ma l’arma di procrastinare il problema ha avuto ancora la meglio ed una discussione che doveva essere un pro-forma è sfociata in un valzer delle contraddizioni.

Ora la palla passa al Sindaco, che proprio in chiusura della seduta ha accettato la sfida di trovare entro marzo le modalità ma soprattutto le disponibilità economiche che non ha potuto – o voluto? – predisporre negli ultimi 18 mesi per garantire ai cittadini le riprese video del consiglio sul sito comunale.

E’ doveroso ricordare però che i cittadini stessi hanno piena facoltà di riprendere in prima persona, con mezzi propri e nel rispetto dei codici vigenti, e che quindi la presenza di un servizio “istituzionale” non sospende questo diritto.

Predisponendo un Regolamento consiliare specifico questo diritto sarebbe stato garantito; abbiamo perso l’occasione di mettere a sistema tutte le norme a tutela dei lavori del consiglio, della privacy del pubblico presente, delle persone fisiche, della veridicità e della completezza delle informazioni, a Garbagnate come in metà dei Comuni italiani.

Noi crediamo quindi che prevedere un servizio di riprese comunale sia una soluzione percorribile, ma che questa non debba escludere la possibilità di un cittadino di riprendere un evento pubblico di suo interesse.

Riguardo l’utilizzo delle immagini rimangono le norme valide per la diretta audio, assegnata a Radio Panda con molto meno clamore e senza Regolamenti di sorta: una volta che un evento è in rete, chiunque può farne uso e, purtroppo, anche abuso. Chi ne abusa viene denunciato e ne risponde in appropriate sedi: non è di certo censurando l’informazione che agevoliamo un sano interesse verso la politica locale!

Arrivati a questo punto non possiamo che auspicare che le immagini saranno trasmesse sul sito web del comune a partire da Marzo; ma nel frattempo, ai cittadini che chiederanno di riprendere il Consiglio Comunale, che risposte daremo?

GARBAGNATE 5 STELLE

www.garbagnate5stelle.it

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